Cosa è importante

CULTURA SULLA CONVIVENZA



Come migliorare l’ascolto


1. Smettete di parlare! Polonio consiglia bene il figlio Laerte, quando gli dice: presta orecchio a tutti, ma riserva a pochi la tua voce» (Shakespeare, Amleto, atto 1, scena 3.a).
2. Mettete a suo agio chi vi parla. Fate in modo che il vostro interlocutore senta di poter parlare liberamente. Creategli un ambiente “permissivo”, come si dice talvolta.
3. Dimostrate a chi vi parla che volete ascoltarlo. Cercate di dimostrare il vostro interesse. Per esempio, evitate di leggere la posta, mentre l’interlocutore vi parla. Ascoltate con l’intenzione di capire, più che di controbattere.
4. Eliminate le fonti di distrazione. Non tamburellate, non riordinate le carte, non giocherellate con gli oggetti. Forse è meglio che chiudiate anche la porta.
5. Mettetevi nei panni di chi vi parla. Cercate di cogliere il punto di vista dell’interlocutore.
6. Siate pazienti. Non fate fretta. Non interrompete. Men che meno, non aprite la porta e non andatevene.
7. Controllatevi. Chi s’arrabbia, fraintende.
8. Non fate polemica. Se controbattete, l’interlocutore si porrà sulla difensiva, o s’arrabbierà. Non polemizzate: se anche vinceste, avreste comunque perso.
9. Fate domande. Così incoraggiate chi vi parla e gli dimostrate la vostra attenzione. Ciò può anche servire ad ampliare il discorso.
10. Smettete di parlare! Questo è il primo e l’ultimo consiglio, perché tutti gli altri dipendono da quanto sapete lasciar parlare l’interlocutore. Non potete ascoltare bene, mentre parlate. Riflettete: la natura ci ha dato due orecchi, ma una sola lingua. Un orecchio è per l’ascolto razionale, l’altro per l’ascolto emotivo. Chi decide senza ascoltare ha meno informazioni per orientarsi verso la decisione migliore.

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Gurdjieff risponde 24 ore dopo


In genere quando qualcuno ti insulta, ti concentri sulla persona: «Perché mi sta insultando? Chi si crede di essere? Come mi posso vendicare?». Se è molto forte ti arrendi, e dimeni la coda come un cagnolino. Se non è molto forte e ti accorgi che è debole gli dai un pugno. Ma in tutto questo ti dimentichi completamente di te stesso, il fuoco della tua attenzione è l'altro. Ciò significa perdere un' opportunità per la meditazione. Quando qualcuno ti insulta, medita.
Gurdjieff ha raccontato: «Quando mio padre stava per morire, avevo solo nove anni. Egli mi chiamò vicino alletto e mi sussurrò all' orecchio: "Figlio mio, non ti lascio molto, perlo meno di beni materiali, ma ho una cosa da dirti, una cosa che mi disse mio padre sul letto di morte. Mi ha aiutato tantissimo; è stata la mia ricchezza. Non sei molto grande, e potresti non capire quello che ti dico, ma tienilo da conto, e ricordalo. Un giorno, quando sarai cresciuto, forse capirai. Questa è una chiave: apre la porta di grandi ricchezze"».
Naturalmente Gurdjieff non era in grado di capirlo, al momento, ma quelle parole hanno cambiato tutta la sua vita. Suo padre disse una cosa molto semplice: «Ogni volta che qualcuno ti insulta, figlio mio, digli che ci mediterai sopra per ventiquattr'ore, e poi tornerai da lui e gli risponderai».
Gurdjieff non riusciva a credere che questa fosse una chiave così grande, «una cosa talmente di valore che deve essere ricordata». E possiamo perdonare un bambino di nove anni. Ma poiché gli fu detta dal padre morente, che lo aveva amato moltissimo, e che dopo avergliela detta smise di respirare, gli rimase impressa, non poteva dimenticarla. Ogni volta che ripensava a suo padre, si ricordava della cosa che gli aveva detto.
Senza averla veramente capita cominciò a metterla in pratica. Se qualcuno lo insultava, lui diceva: «Signore, mio padre mi ha detto che devo meditarci sopra per ventiquattr'ore. Lui non c'è più, e io non posso disobbedire a un vecchio ormai morto. Mi ha amato moltissimo, e io l'ho amato moltissimo, e adesso non posso assolutamente disobbedirgli. Puoi disobbedire a tuo padre quando è vivo, ma come puoi farlo quando è morto? Quindi, per favore, mi perdoni, tornerò tra ventiquattr' ore e le risponderò».
Gurdjieff diceva: «Meditarci sopra per ventiquattr'ore mi ha dato le intuizioni più grandi sul mio essere. Qualche volta mi rendevo conto che l'offesa era giusta, che mi rispecchiava. Quindi tornavo dalla persona e dicevo: "Grazie signore, lei aveva ragione. Non era un insulto, era semplicemente una costatazione. Lei mi ha chiamato stupido, e io lo sono". Oppure, qualche volta, è successo che, dopo aver meditato per ventiquattr'ore, mi rendevo conto che si trattava di un'assoluta bugia. Ma perché una bugia dovrebbe offendere? Quindi non tornavo nemmeno dalla persona per controbattere; una bugia è una bugia, perché preoccuparsi?».
Ma osservando e meditando diventò sempre più consapevole delle proprie reazioni, piuttosto che delle azioni altrui.

Osho, dal libro “Cos’è la meditazione”


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Il pacchetto di biscotti


Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo. Comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla. Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un signore che stava leggendo il giornale. Quando cominciò a prendere il primo biscotto,anche l'uomo ne prese uno; lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro. Tra lei e lei pensò: "Ma tu guarda…se solo avessi un po' più di coraggio, gliene direi quattro...". Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l'uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno, ne prendeva uno anche lui. Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò: "Ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti…!" L'uomo prima che lei prendesse l'ultimo biscotto lo divise a metà! "Ah, questo è troppo", pensò e cominciò a sbuffare e indignata si prese le sue cose, il libro e la sua borsa e si incamminò verso l'uscita della sala d'attesa. Quando si sentì un po' meglio e la rabbia era passata, si sedette su una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione e per evitare altri incontri spiacevoli. Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando... nell'aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno. Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell'uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, o nervoso. Al contrario di lei che aveva sbuffato, ma che ora si sentiva sprofondare…

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Il Valore di un sorriso


Donare un sorriso rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco da poterne fare a meno
nè così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia
dà sostegno nel lavoro  ed è segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco
rinnova il coraggio nelle prove
e nella tristezza è medicina.
E se poi incontri chi non te lo offre...
sii generoso e offrigli il tuo:
nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
come colui che non sa darlo...

P.Faber


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Incominciare


Una tempesta terribile si abbatté sul mare.
Lame affilate di vento gelido trafiggevano l'acqua e la sollevavano in ondate gigantesche che si abbattevano sulla spiaggia come colpi di maglio e come vomeri d'acciaio aravano il fondo marino scaraventando le piccole bestiole del fondo, i crostacei e i piccoli molluschi, a decine di metri dal bordo del mare.

Quando la tempesta passò, rapida come era arrivata, l'acqua si placò e si ritirò. Ora la spiaggia era una distesa di fango in cui si contorcevano nell'agonia migliaia e migliaia di stelle marine. Erano tante che la spiaggia sembrava colorata di rosa.

Il fenomeno richiamò molta gente da tutte le parti della costa. Arrivarono anche delle troupe televisive per filmare lo strano fenomeno. Le stelle marine erano quasi immobili. Stavano morendo.

Tra la gente, tenuto per mano dal papà, c'era anche un bambino che fissava con gli occhi pieni di tristezza le piccole stelle di mare. Tutti stavano a guardare e nessuno faceva niente.

All'improvviso il bambino lasciò la mano del papà, si tolse le scarpe e le calze e corse sulla spiaggia. Si chinò, raccolse con le piccole mani tre piccole stelle del mare e, sempre correndo, le portò nell'acqua. Poi tornò indietro e ripeté l'operazione.

Dalla balaustra di cemento, un uomo lo chiamò: "Ma che fai ragazzino?"

"Ributto in mare le stelle marine. Altrimenti muoiono tutte sulla spiaggia" rispose il bambino senza smettere di correre.

"Ma ci sono migliaia di stelle marine su questa spiaggia: non puoi certo salvarle tutte. Sono troppe!!" gridò l'uomo. "E questo succede su centinaia di altre spiagge lungo la costa! Non puoi cambiare le cose!"

Il bambino sorrise, si chinò a raccogliere un'altra stella di mare e gettandola in acqua rispose:"Ho cambiato le cose per questa qui".

L'uomo rimase un attimo in silenzio, poi si chinò, si tolse scarpe e calze e scese in spiaggia. Cominciò a raccogliere stelle marine e a buttarle in acqua. Un istante dopo scesero due ragazze ed erano in quattro a buttare stelle marine nell'acqua. Qualche minuto dopo erano in cinquanta, poi cento, duecento, migliaia di persone che buttavano stelle di mare nell'acqua.

"Per cambiare il mondo basterebbe che qualcuno, anche piccolo, avesse il coraggio di incominciare".

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"Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?"


Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
"Perchè le persone gridano quando sono arrabbiate?"
"Gridano perchè perdono la calma" rispose uno di loro.
"Ma perchè gridare se la persona sta al suo lato?" chiese nuovamente il pensatore.
"Bene, gridiamo perchè desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replica un altro discepolo.
E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?"
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: "Voi sapete perchè si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati?
Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto.
Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare.
Quanto più arrabbiati sono, tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro.
D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate?
Loro non gridano, parlano soavemente. E perchè?
Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi.
I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano, si avvicinano."
Infine il pensatore concluse dicendo: "Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."

Mahatma Ghandi


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