L'Amministratore
... COME SCEGLIERE.

... VISTO DALLA LEGGE

... VISTO DAL CONDÒMINO
L’altro lato della medaglia.
Come il condòmino vede la nostra professione e professionalità...
ma questo è solo il nostro punto di vista.

L’amministratore visto dal Condòmino



Ma… i Condòmini, come vedono la figura dell’Amministratore? Dipende.

Dipende da… quale categoria di Condòmini si sta parlando: si potrebbe dividerli infatti – almeno per schematizzare la riflessione ed esprimerla in modo chiaro – in due categorie di atteggiamento: il Rispetto e la Pretesa (si ricorda che chi scrive lo fa dal punto di osservazione dell’Amministratore).


Rispetto


Si tratta – numericamente – senz’altro del gruppo più importante (meno male!) e che si è tentati di definire come composto da persone civili, educate, che rispettano normalmente l’Amministratore. Proviamo a definire nel modo seguente le caratteristiche di atteggiamento presenti nel Condòmino-tipo della categoria Rispetto, quindi diciamo che il Condòmino-tipo rispettoso:
  • Presume che l’Amministratore sappia quello che fa, e che quello che fa abbia un senso;
  • Si rapporta con l’Amministratore chiedendo chiedendo di capire, chiedendo informazioni e spiegazioni, chiedendo aiuto per risolvere problemi, indicazioni per meglio agire e non sbagliare, documenti e riferimenti, ecc…;
  • Dimostra di considerare l’Amministratore come professionista di un’attività complessa, della quale il Condòmino si rende conto di sapere poco o nulla;
  • Dimostra fiducia sulla correttezza dell’Amministratore, fino a prova - o almeno indizio - contrari;
  • Ascolta quando l’Amministratore parla, e non lo aggredisce preventivamente.

Queste persone vanno a comporre normalmente una maggioranza, che però troppo spesso – in caso di condomìni problematici da gestire – si rivela come “maggioranza silenziosa”; cioè una maggioranza che numericamente (o a millesimi…) avrebbe potere ma che sul piano pratico lo lascia spesso sul terreno a vantaggio di una “minoranza rumorosa”, che si approfitta della situazione.


Pretesa


Si tratta – numericamente – del gruppo in genere minoritario, ma che però presenta notevoli problemi per l’Amministratore e per i rispettivi Condòmini rispettosi, infatti in questo caso il Condòmino-tipo che pretende:
  • Presume che l’Amministratore abbia tutt’altro per la testa che il suo condomìnio (detta in modo meno… educato, pensa che se ne freghi altamente!...);
  • Si rapporta con l’Amministratore pretendendo: pretende risposte immediate e soddisfacenti al 100% (per sé, naturalmente); pretende la soluzione immediata di problemi pratici (riscaldamento, acqua, elettricità, pulizie, ecc…); pretende che il suo problema (ovviamente il più importante di tutti) venga gestito dall’Amministratore con priorità assoluta; pretende spesso di essere l’unico/a fra i Condòmini a capire qualcosa!;
  • Dimostra di considerare l’Amministratore come “persona di servizio” dei Condòmini (soprattutto di lui o lei che pretende…) e presume spesso di saperne di più dell’Amministratore;
  • Dimostra di essere prevenuto, quindi di provare una sfiducia di fondo aprioristica;
  • Insiste, ribadisce, non ascolta e vuole imporre le proprie “ragioni” e magari anche le soluzioni;
  • Manifesta spesso nelle assemblee atteggiamenti di sfida verso l’Amministratore;
  • Abbreviando e riassumendo, si potrebbe dire che mostrano di essere nella posizione di aspettarsi “Tutto, subito, e praticamente gratis!”

È evidente che qui necessitano tante altre doti di un buon Amministratore, a cominciare da:
  • Pazienza (tanta);
  • Conoscenza dell’uomo e dei tipi psicologici;
  • Rispetto e cortesia, sempre;
  • Capacità di gestire il proprio stress;
  • Capacità di gestire un gruppo indisciplinato (senza autorità e poteri riconosciuti, proprio come un moderno insegnante di scuola);
  • Capacità di gestire i conflitti (quelli altrui, fra Condòmini, e quelli propri, nel travaglio di resistere alla voglia di mandare tutti al quel paese!);
  • (quindi) Capacità di gestire una “comunità oggettiva” delicata, fragile, “spinosa”.

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L’Amministratore, come viene vissuto dagli Amministrati?



“Normalmente” (purtroppo!) l’Amministratore viene più palesemente o meno sospettato di “fare la cresta sulla spesa”.

Spesso si sente poco più che tollerato: infatti molti pensano che se non ce ne fosse l’obbligo, sarebbe meglio!
Soprattutto perché l’Amministratore non fa altro che chiedere soldi ai Condòmini!
E poi egli stesso costa, in modo diretto e visibile, per i suoi compensi; i quali, se limitati veramente a quelli diretti e visibili, sono poca cosa a fronte di quanto detto. Quando invece coesistono anche quelli indiretti ed invisibili non c’è partita! E questo è il vero e proprio virus del settore!

Ci si trova infatti in queste condizioni:
  1. Per la professionalità, il lavoro, le competenze, le responsabilità, gli obblighi ecc… che si sono evidenziati, i compensi diretti e visibili non sono assolutamente commisurati!
  2. I Condòmininella quasi totalità, ed in buona fedenon hanno la percezione di tutto ciò, ed in mezzo a tanti costi cercano solo di risparmiare, senza neanche riflettere per analogia con tanti altri mestieri o professioni sull’impegno necessario e sui livelli di retribuzione.
  3. Il mercato è connotato da tariffe basse per l’Amministratore “trasparente”, che “risultano“ comunque costose per chi deve pagare le spese di Condomìnio.

Questa è l’attuale situazione, che potremmo chiamare eufemisticamente – sotto il profilo commercial-professionale – “di stallo”.

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E quindi, come si combina tutto ciò?



Cioè: da questa posizione “di incrocio” di tante esigenze, flussi, doveri, ecc., emerge che la posizione dell’Amministratore di Condomìnio dovrebbe essere ricoperta da puri Fenomeni! Illuminati Bodhisattva che sono qua per aiutare tutte queste comunità sofferenti! (E non si può escludere a priori che sia così! ma quel che è certo è che di persone che racchiudano tali e tanti talenti non ce n’è in ogni angolo di strada!).

Per ironia, dal punto di vista pubblico istituzionale la figura dell’Amministratore non prevede una preparazione specifica, comprovata, esaminata, validata, controllata; quindi né laurea né diploma. Cioè: praticamente Chicchessia può aprire bottega di Amministratore Condomìniale! E praticare la sua “politica commerciale” all’assalto del mercato!

Si noti: in un contesto normativo nel quale un Amministratore dovrebbe vegliare anche sull’acqua potabile bevuta dai propri Amministrati (la quale acqua è controllata dalle aziende pubbliche fino al contatore, quindi in pochi metri di tubo condominiale potrebbe venire adulterata dallo stesso Amministratore in modo almeno “colposo”, se non colpevole!)… non esiste una normativa sulla Conformità del Massimo Responsabile di tante conformità a tutto campo!

Amen.
Nara Bonettini & Francesco Ottonelli

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